Un anno da pipistrello

Un anno da pipistrello

Primavera (marzo/aprile)

Gli animali si risvegliano dal letargo e si dirigono, in alcuni casi anche con veri e propri movimenti migratori di centinaia di chilometri, verso i quartieri estivi.

Di notte escono per la caccia, mentre di giorno utilizzano rifugi dove rimangono in uno stato di torpore per riposarsi fino alla notte seguente.

In questa stagione il rifugio ideale deve essere non troppo distante dalle aree di caccia e posizionato in modo da offrire una temperatura più bassa di quella esterna, per consentire all’animale un abbassamento della temperatura corporea e quindi il raggiungimento di uno stato di lieve letargia diurna.

Inizio dell’estate (maggio/giugno)

Le femmine fecondate tendono a riunirsi in rifugi più ampi e protetti, le cosiddette nursery (o colonie riproduttive), che raccolgono molti esemplari della stessa specie, decine o centinaia nelle specie più comuni. Per le femmine in questi alloggi non esiste letargo diurno e la loro temperatura corporea non si abbassa per non ritardare lo sviluppo del feto.

Gli animali si addossano strettamente l’uno all’altro limitando così la dispersione del calore corporeo. Per questo motivo le femmine adulte scelgono rifugi particolarmente caldi, come sottotetti o fessure su pareti esposte al sole. È importante per la colonia che il rifugio sia anche ben protetto da predatori (anche animali domestici) e da fattori di disturbo umani.

Fine estate (circa agosto/settembre)

Svezzati ormai i piccoli, le femmine lasciano le nursery; inizia la stagione degli accoppiamenti. Tale attività si concentra nell’autunno, anche se raramente può svolgersi durante l’inverno o in primavera. In ogni caso la gestazione inizia solo a primavera, poiché il seme è stato conservato nel ventre materno per tutto l’inverno, fino al momento dell’ovulazione. Un fenomeno unico tra i mammiferi.

Per una sola specie di pipistrello si ha subito la fecondazione, ma la cellula uovo si impianta nell’utero solo a primavera e quindi il risultato è lo stesso.

Autunno (ottobre/novembre)

La diminuzione della temperatura e la scarsità di insetti spingono gli animali a spostarsi nei rifugi invernali dove inizia il periodo di ibernazione. Questi rifugi sono per lo più grotte, miniere o freddi scantinati dove i pipistrelli si lasciano cadere in stato di profondo torpore, riducendo la temperatura e i battiti cardiaci, consumando solo il grasso accumulato nella buona stagione.

Ma la quantità di grasso che si possono portare addosso animali così piccoli è davvero minima, appena sufficiente per farli arrivare vivi alla primavera successiva. Si capisce allora come un disturbo nei quartieri invernali che li costringa a un imprevisto consumo di energia per risvegliarsi e volare via a cercarsi un altro rifugio possa talvolta costar loro la vita.